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La preghiera rivolta ai defunti

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Da qualche anno si sente parlare del rito della cremazione come di una pratica che permette di ridurre gli spazi e i costi destinati ai defunti. In alcune città e paesi, la cremazione è diventata obbligatoria perché i cimiteri sono al completo, e per insufficienza di spazio non è possibile né l’inumazione, né per la tumulazione; l’unica alternativa è quella di trasferirsi in un altro comune.
Qualcuno dice che è “moderno” farsi cremare, ma in realtà questo rito ha origini antichissime in Asia, inoltre era usanza tra i Greci e i Romani, di cremare le persone più nobili e famose. Altri accolgono con favore la pratica perché non accettano che nel tempo avvenga il disfacimento del proprio corpo: lo considerano come un’offesa alla dignità dell’uomo.
In tutto questo, la Bibbia cosa dice?


Noi cristiani non crediamo che la cremazione sia qualcosa di buono perché Dio ha fatto scrivere e ci ha ammaestrato anche riguardo alla sepoltura del nostro corpo. Già dalla Genesi, è scritto che Abrahamo comprò un sepolcro per seppellire sua moglie Sara: “Così il campo e la caverna che vi si trova furono trasferiti dai figli di Heth in proprietà ad Abrahamo, come luogo di sepoltura”.
In seguito anche Giacobbe, trovandosi in Egitto, ordinò di essere sepolto nel sepolcro dei suoi padri: “Io sto per essere riunito al mio popolo; seppellitemi coi miei padri nella spelonca che è nel campo di Efron l’Hitteo, [...] Là furono sepolti Abrahamo e Sara sua moglie; là furono sepolti Isacco e Rebecca sua moglie, e là io seppellii Lea” (Genesi 49:29,31).
E fu l’Eterno stesso a seppellire Mosè, suo servo: “E l’Eterno lo seppellì nella valle del paese di Moab, di fronte a Beth-Peor; e nessuno ha conosciuto fino ad oggi il luogo della sua tomba” (Deuteronomio 34:6).

Anche nel Nuovo Testamento si parla della sepoltura dei propri cari.
Il vangelo di Luca racconta che Gesù arrivò a Nain mentre si portava a seppellire il figlio di una vedova (Luca 7:12).
Lazzaro fu posto in un sepolcro e si trovava lì quando Gesù lo chiamò e gli disse di uscire fuori (Giovanni 11:38,43).
Ma soprattutto, nei quattro vangeli è descritta nel dettaglio la sepoltura del corpo di Gesù. Quando rimase solo sulla croce, Dio parlò al cuore di Giuseppe d’Arimatea e di Nicodemo, i quali avvolsero Gesù in panni di lino e con mirra e aloe onorarono quel corpo tanto maltrattato per metterlo in un sepolcro nuovo (Giovanni 19:38-41).

Il nostro corpo appartiene a Dio, Egli “formò l’uomo dalla polvere, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente” (Genesi 2:7). Il nostro Creatore da sempre si prende cura dell’intero nostro essere “perché egli conosce la nostra natura e si ricorda che siamo polvere” (Salmi 103:14). Vogliamo quindi affidarci a Lui e rispettare la sua volontà anche a riguardo delle nostre spoglie mortale, ricordando questa parola: “Tutti vanno nello stesso luogo: tutti vengono dalla polvere e tutti ritornano alla polvere” (Ecclesiaste 3:20).
Che Dio ci conceda grazia, che questa polvere continui a glorificare il suo nome!

 

 

 

 

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