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L'apostasia (VIII parte)

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Quando Dio creò la vita vegetale, verdure, erbe e alberi da frutto c'è scritto che Dio vide che questo era buono (Genesi 1:11-12), ed è proprio così!
Guardandomi attorno e osservando la natura, meditavo come in ogni stagione e in ogni luogo vi siano alberi di specie diverse come, i sempreverdi, le piante da fiori, gli alberi da frutto e molti altri ancora.
Leggendo la Parola di Dio, anche l'uomo viene spesso paragonato proprio agli alberi.


“Beato l'uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli schernitori, ma il cui diletto è nella legge dell'Eterno, e sulla legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato lungo i rivi d'acqua che dà il suo frutto nella sua stagione e le cui foglie non appassiscono; e tutto quello che fa prospererà
” (Salmo 1:1-3; cfr. Geremia 17:8).
L'invito che ci fa il Signore è di meditare e leggere la sua Parola per evitare che le nostre foglie appassiscano. Questo è possibile solo per grazia e se il Signore interviene nelle nostre vite.
Vi posso dire sinceramente che non sempre mi sono sentita come un albero verdeggiante: nelle prove e difficoltà di questa vita, spesso mi sono trovata a essere come un albero secco, quasi morente, come un albero a cui sia stata tolta la corteccia, la protezione di Dio!

A volte pensiamo che Dio ci abbia abbandonati, oppure parliamo come il profeta Elia che fuggiva lontano da Jezebel: “Ora basta, o Eterno! Prendi la mia vita...” (1 Re 19:4). Ma è proprio vero che Dio ci ha abbandonati? E cosa fare in questi momenti, per essere rinvigoriti?
Dio non ci abbandona mai, ricordiamocelo sempre! Egli si prende cura di noi proprio come fece con il popolo d'Israele (Esodo 2:25). Sì, c'è una speranza per potere andare avanti e tornare a essere degli alberi sani e forti: gridare, pregare Dio con tutta la nostra forza e attingere a quell'acqua viva – Gesù, la Parola – che ci disseta e ci dà nuova vita, anche quando stiamo morendo nei nostri peccati. Solo Lui lo può fare!
“...Chiunque beve di quest'acqua, avrà ancora sete, ma chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno...” (Giovanni 4:13-14).

Tornando a meditare il Salmo 1, il Signore ci invita a essere alberi che portano frutto nella propria stagione. Il nostro frutto dev'essere buono e accettevole a Dio e questo può avvenire solo se dimoriamo in Lui e se c'è l'intervento del suo Spirito Santo.
Non vogliamo essere tagliati e gettati nel fuoco, perché non facciamo buon frutto, e neppure diventare come il fico sterile che non dava frutto già da tre anni.
Facciamoci lavorare da Gesù, il buon vignaiolo, affinché Lui ci possa ancora scalzare, ci dia del tempo per fare frutti degni di ravvedimento e intervenga con potenza nelle nostre vite rendendoci forti: “Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano. Quelli che sono piantati nella casa dell'Eterno fioriranno nei cortili del nostro DIO” (Salmo 92:12-13).
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