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La preghiera rivolta ai defunti

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Nel quotidiano si ha a che fare con persone accondiscendenti oppure indifferenti; con alcuni possiamo condividere momenti della nostra vita, con altri non si va d’accordo per incompatibilità di carattere. È difficile  non preferire una persona a un’altra o addirittura un figlio piuttosto che l’altro! Dio ci conosce e sa che abbiamo questa debolezza, perciò ci avverte: “Usare preferenze personali non è bene...” (Proverbi 28:21).


Non avevo mai considerato con quanta facilità tendo ad avere delle preferenze tra le persone che conosco e frequento, finché mi sono resa conto che anche un genitore (è difficile ammetterlo) possa avere preferenze tra i propri figli, sebbene si cerchi di evitare di fare differenze tra un figlio e l’altro.
Ad esempio mi chiedevo come Isacco potesse amare Esaù piuttosto che Giacobbe.
Nel libro della Genesi è descritto che Isacco era un uomo tranquillo e che tra i suoi due figli, Giacobbe era quello che aveva un’indole più simile alla sua, mentre Esaù era un uomo di campagna, un esperto cacciatore; eppure Isacco amava quest’ultimo perché la cacciagione soddisfaceva i suoi gusti. Lo stesso Giacobbe tra le sue due mogli preferiva Rachele; inoltre amava Giuseppe più degli altri figli, perché era il figlio della sua vecchiaia, quello sul quale poteva fare affidamento.
Giuseppe, fra tanti fratelli, aveva un affetto particolare per suo fratello Beniamino (cfr. Genesi 25:27-28; 29:30; 37:3; 43:29-30).

La nostra attitudine ad avere preferenze, riguarda anche il nostro comportamento nei confronti di Dio.
Durante il periodo dei giudici, l’Eterno aveva regnato sul popolo d’Israele dimostrandogli il suo amore: lo aveva protetto, aveva combattuto contro gli eserciti nemici e lo aveva liberato. Prima ancora, nel deserto, Dio aveva provveduto a ogni suo bisogno e lo aveva condotto nel paese che aveva promesso ai patriarchi, ma quando Israele vide che le nazioni che lo circondavano avevano un re, gli anziani dissero a Samuele: “Dacci un re che ci governi”. Il popolo preferì che un uomo regnasse su di esso piuttosto che Dio.
Nel Nuovo Testamento leggiamo che il governatore Pilato chiese: “Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù, detto Cristo?” (Matteo 27:17). La folla preferì un brigante e omicida piuttosto che Gesù, uomo giusto e innocente.
Quante volte anche noi ci comportiamo in questo modo preferendo l’uomo a Dio?  È nella nostra natura preferire ciò che è contrario al suo volere. Eppure siamo convinti che anche scegliendo ciò che è giusto ai nostri occhi, possiamo piacere a Lui.

Che il Dio di ogni grazia trasformi il nostro cuore e i pensieri della nostra mente, affinché le nostre preferenze siano conformi a ciò che Egli vuole.
Sì, un giorno nei tuoi cortili val più che mille altrove; io preferisco stare sulla soglia della casa del mio DIO, che abitare nelle tende degli empi” (Salmo 84:10).
E a Dio piacendo, la prossima volta parleremo di cosa preferisce Dio.

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