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L'apostasia (VIII parte)

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Caro lettore, consideravo come l’uomo possa non solo dimenticare in un attimo quanto bene Dio ha fatto nella sua vita, ma addirittura arrivare al punto di dimenticare Dio stesso.

Il popolo d’Israele, dopo essere stato liberato dalla schiavitù d’Egitto e condotto per quarant’anni nel deserto, prima di entrare nella terra di Canaan ricevette da Dio la promessa che il paese che stava per ereditare era molto buono e che lì esso si sarebbe arricchito.
Dio però diede anche questo avvertimento: “Guardati bene dal dimenticare l’Eterno, il tuo DIO, giungendo a non osservare i suoi comandamenti, i suoi decreti e i suoi statuti che oggi ti do; perché non avvenga, dopo aver mangiato a sazietà e aver costruito e abitato belle case, dopo aver visto le tue mandrie e le tue greggi moltiplicare, e il tuo argento e il tuo oro aumentare, e tutti i tuoi beni crescere, che il tuo cuore si innalzi e tu dimentichi l’Eterno, il tuo DIO, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù” (Deuteronomio 8:11-14).
Ricordiamo che quando il Signore avverte è per il nostro bene. Lui conosce la nostra natura umana e le nostre debolezze perché è Lui che ci ha creati.
Chiediamoci: “Israele dimenticò il suo Dio?”. Certo che lo dimenticò! (cfr. 1 Samuele 12:8-9)
E noi che abbiamo la stessa natura e debolezza umana, crediamo di essere diversi o migliori d’Israele? No, caro lettore!

Vi è un grande pericolo per la chiesa di Cristo: che dopo essere stati liberati e purificati dal sangue di Gesù, e dopo che tutto il resto è stato sopraggiunto, si possa dimenticare Dio e servire e amare i beni che il Padre ci ha dato più del Signore.
Anche il credente corre il rischio di guardare e desiderare ciò che gli altri fanno e quello che il mondo offre, dimenticandosi pian piano del proprio Dio e dimostrando con i fatti l’amore per le cose di questa vita (proprio come Israele), cadendo nuovamente nella schiavitù del peccato.

Il nostro esempio di vita è Cristo Gesù uomo, che ci ha dimostrato con i fatti che il vero amore non cerca le proprie cose. Invece, leggendo la storia del popolo d’Israele, non posso non riconoscermi in esso: “Ben presto però dimenticarono le sue opere e non aspettarono fiduciosi l’adempimento del suo disegno” (Salmo 106:13).
Ricordo quante volte, davanti alla paura e in prove di vario genere, ho dimenticato quanto bene il Signore abbia fatto nella mia vita, accusandolo di avermi abbandonato nel mio deserto di sofferenza e solitudine. Questo soprattutto all’inizio della mia fede, perché non avevo ancora sperimentato quanto il Signore sia fedele.
Caro lettore, ora posso testimoniare, dopo diversi anni di fede, che l’Eterno non mi ha mai abbandonato, nonostante la mia poca fede e la mia umana fragilità.
Non posso dimenticare come il Signore mi abbia custodito quando gemevo nel mondo e con quale mano potente mi abbia liberato dal peccato e attirato a sé. Lui mi è rimasto sempre accanto, amandomi, sostenendomi continuamente e non trattandomi come meritano i miei peccati.
Ricorda queste cose, o Giacobbe, o Israele, perché sei mio servo; io ti ho formato, tu sei il mio servo; o Israele, non sarai da me dimenticato. Ho cancellato le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati come una nuvola; torna a me, perché io ti ho redento” (Isaia 44:21-22).
Grazie Signore Gesù!

A tutti coloro che sperano con piena fiducia in Cristo Gesù dico: “Forza! Il piano di Dio nelle nostre vite si deve adempiere”. Uniamoci con gratitudine alla preghiera del re Davide: “Benedici, anima mia, l’Eterno; e tutto quello che è in me benedica il suo santo nome. Benedici, anima mia, l’Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici” (Salmo 103:1-2).
Amen!

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