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"Quello che è stato è quel che sarà; quello che è stato fatto è quel che si farà; non c'è nulla di nuovo sotto il sole" (Ecclesiaste 1:9).

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"Come può un giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola" (Salmi 119:9).

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"DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità" (Salmi 46:1).

La fede di Anna

"Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato" (1 Pietro 2:6).

L'apostasia (VIII parte)

Approfondimenti

Quante volte, nell'ambito dei rapporti interpersonali, ci capita di essere dominati dal nostro carattere irruento? Spesso tutto nasce da una banale incomprensione o da una semplice discussione, finché i toni non si accendono, la rabbia non esplode e noi finiamo per dare sfogo all'impulso del momento.


Forse non ce ne rendiamo conto, ma quando siamo costretti a subire un torto o a mandare giù un boccone amaro, difficilmente riusciamo a tenere a freno la lingua, e molte volte una nostra parola dettata dall'impulsività, in un momento di collera, può avere effetti disastrosi e può incrinare il rapporto con i compagni di scuola, con i colleghi e persino con i nostri familiari: “ma la lingua nessun uomo la può domare; è un male che non si può frenare, è piena di veleno mortifero” (Giacomo 3:8). Quante volte ci siamo pentiti di aver perso la pazienza e di non essere stati in grado di sopportare un affronto? Come ci siamo sentiti dopo aver dato luogo all'ira?

Quando qualcosa o qualcuno turba la nostra pace non siamo in grado di far finta di niente, perché la nostra carnalità ci spinge a reagire; ma quando il desiderio di rivalsa che ci aveva animati all'inizio si estingue, ci pentiamo e vorremmo tornare indietro per tentare di calmare le acque. Ci chiediamo, quindi: cosa dobbiamo fare quando subiamo un torto e siamo maltrattati?
Nell'epistola ai Romani leggiamo: “Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere; perché, facendo questo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo” (Romani 12:20). E in Matteo sta scritto: “Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate e del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano” e “Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:44,48).
Fare del bene, pregare e benedire sembrano tutte cose difficili da realizzare nella nostra vita, tuttavia, se accettiamo la Parola di Dio, non troveremo altro che giovamento, perché se noi ubbidiamo, Egli si prenderà cura di noi e cambierà il nostro modo di vedere.

Quando Gesù venne sulla terra gli furono tributati grandi onori o fu perseguitato? Non fu forse condotto come una pecora al macello? La folla non lo cercava solo perché Egli compiva miracoli? Cos'è mai per noi subire qualche piccola ingiustizia, sapendo che il Giusto subì e sopportò la croce per noi?
Abbiamo bisogno di Gesù nella nostra vita per poter dire addio all’impulso del momento, per riuscire a vivere con chi ci sta intorno senza rancori, senza dare inutilmente sfogo alla nostra carnalità. Il Signore non ci abbandona nel momento del bisogno, perciò lasciamoci lavorare solo da Lui e la nostra vita verrà grandemente benedetta!
Pace a tutti!

 

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