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La fede di Anna

"Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato" (1 Pietro 2:6).

L'apostasia (VIII parte)

Approfondimenti

Molti uomini e donne lavorano sodo, si affaticano per avere una buona posizione sociale e per non farsi mancare nulla.
Per alcuni, il denaro e il prestigio rappresentano addirittura l'unico scopo della vita, ma è davvero questo il tutto dell'uomo?


Non è questa la grande Babilonia, che io ho costruito come residenza reale con la forza della mia potenza e per la gloria della mia maestà'?” (Daniele 4:30).
Il re di Babilonia Nebukadnetsar era grande, potente e superbo e pensava che tutto quello che aveva fosse per merito proprio. Il regno però gli fu tolto, la sua dimora divenne con le bestie dei campi, finché comprese che tutto quello che possedeva proveniva dall'Altissimo. Solo così giunse a dire: “Tutti gli abitanti della terra davanti a lui sono considerati come un nulla” (Daniele 4:35).
È solo per grazia che possiamo riconoscere che tutto ciò che abbiamo non è per i nostri meriti, ma è un dono che proviene da Dio.
L'Eterno volle dare un grande insegnamento a Nebukadnetsar: essere umile e non orgoglioso.

Oggi come allora, Gesù invita ciascuno di noi a esaminare la nostra attitudine, a non appoggiarci sui beni di questo mondo e comprendere di essere bisognosi soltanto del suo intervento divino “poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). Il Signore, infatti, non guarda alle cose visibili, ma al nostro cuore.
Lui si prende cura di tutti, anche di coloro che versano in condizioni economiche precarie, senza un lavoro, senza fissa dimora, o che vivono per le strade; persone della cui esistenza nessuno sembra accorgersi e che sono considerate dalla società uomini e donne “da nulla”.
Gesù non disprezza, e non disprezzò mai, nessuno che, con accorate suppliche, chiedeva il suo aiuto, anche se si trattava di lebbrosi, ciechi o meretrici.

Quest'oggi io mi riconosco una “donna da nulla” perché fragile e peccatrice, perciò con umiltà voglio andare ai piedi del Divino Maestro, perché cambi i miei pensieri, ma soprattutto il mio cuore. Voglio avere la stessa umiltà che dimostrò quella donna da nulla che si recò in casa di Simone il fariseo (Luca 7:36-50).
Ella piangeva e con le sue lacrime bagnava i piedi di Gesù, con i suoi capelli li asciugava, li baciava e con dell'olio profumato li ungeva.
Quella donna non portò argento e oro, ma un'essenza odorosa, e il suo animo affranto, perché pieno di peccati. Quale grande esempio!
Gesù la perdonò e le disse: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!”.

Che giova infatti all'uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? Ovvero, che darà l'uomo in cambio dell'anima sua?” (Matteo 16:26).
Pace a tutti.

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