Articoli d'attualità

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Il Consolatore ci consola

"Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato" (1 Pietro 2:6).

La preghiera rivolta ai defunti

Bambini

Cari bambini, ognuno di voi ha certamente fatto più di una volta l’esperienza della preghiera prima di mangiare.
Questa preghiera è doverosa, ma non sufficiente nella vita di noi cristiani che dobbiamo combattere, non contro carne e sangue, ma nello Spirito.
Scopriamo insieme cosa vuol dire.


Abbiamo detto che pregare prima di consumare qualsiasi tipo di pietanza o bevanda, che sia prima della colazione, del pranzo, della merenda, di uno spuntino o della cena, è certamente un dovere per noi credenti, sia per chiedere la benedizione di Dio sul cibo che prendiamo e sia per ringraziarlo per avercelo donato. Sappiamo infatti che le cose che abbiamo non sono il risultato dei nostri sforzi e della nostra intelligenza, ma ce le ha donate Lui.

Nella Bibbia troviamo vari esempi di questo insegnamento:

  • Innanzitutto Gesù, nella prima moltiplicazione, benedice i pani e i pesci prima di darli alla folla tramite i discepoli. L’avvenimento è descritto in Matteo 14:19, in Marco 6:41 e Luca 9:16.
  • Il Signore fa lo stesso anche in occasione della Santa Cena: “...prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò...” (1 Corinzi 11:24).

Per questo l’apostolo Paolo ci raccomanda: “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate alcun’altra cosa, fate tutte le cose alla gloria di Dio.” (1 Corinzi 10:31).


Ecco che la preghiera non deve mai mancare in ogni tempo della nostra vita, cioè sia quando le cose ci vanno bene, sia quando passiamo delle prove, glorificando Dio e ringraziandolo nella gioia, ma anche nel dolore, gridando a Lui e supplicandolo.
La preghiera rappresenta quindi la prerogativa (la caratteristica peculiare) del cristiano perché ricorre ad essa in ogni circostanza e situazione.
Non abbiamo restrizioni a riguardo della preghiera, al contrario: Dio ci ordina di non abbandonare mai la preghiera, dev’essere sempre sulle nostre labbra, o anche solo nella nostra mente laddove non è possibile esprimerla ad alta voce.

Non cessate mai di pregare” (1 Tessalonicesi 5:17).

Dio ci incoraggia a non stancarci di pregare perché quando pensiamo che ormai non ci sia più speranza, Lui ci sostiene e ci insegna ad aspettare i suoi tempi... e quindi a perseverare nella preghiera. Gesù ci spiega questo nella parabola del giudice iniquo (Luca 18:1-7), nella quale parla di una vedova che non si perse d’animo e continuò a chiedere giustizia.
Anche voi, bimbi, potete imitare la vedova e continuare a fare suppliche per voi stessi e per i vostri fratelli senza stancarvi e senza ansietà.

Gesù ci insegna a pregare anche appartati nel nostro posto segreto, dove ci troviamo bene: “Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente” (Matteo 6:6). Lui stesso andava spesso su un monte dove poteva rimanere solo.


Insomma, possiamo pregare dal mattino quando ci alziamo, ringraziando Dio per un altro giorno di vita che ci ha donato, per le opere che fa, per la sua bellezza e il suo amore; prima di uscire per andare a scuola o a lavoro; prima di una verifica o di una interrogazione; prima di iniziare a studiare: durante il tragitto in macchina; dopo aver ricevuto una brutta notizia; mentre affrontiamo una paura, per noi stessi o per il nostro prossimo; fino alla sera, prima di dormire, per affidare a Dio i nostri pensieri.

È meraviglioso, cari bambini, sapere che Dio ci ascolta sempre, in qualunque posto siamo e in qualsiasi situazione ci troviamo. Non vogliamo mai fare a meno della preghiera!

DISEGNI