Articoli d'attualità

"Quello che è stato è quel che sarà; quello che è stato fatto è quel che si farà; non c'è nulla di nuovo sotto il sole" (Ecclesiaste 1:9).

L'origine dell'antisemitismo

"Come può un giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola" (Salmi 119:9).

La presunzione del razzismo

"DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità" (Salmi 46:1).

La famiglia che Dio mi ha dato

"Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato" (1 Pietro 2:6).

Amicizia con Dio o con il mondo?

Approfondimenti

Ci sono situazioni familiari, impegni lavorativi o periodi di malattia che ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi.
Succede così che mentre lottiamo per raggiungerli, o semplicemente aspettiamo, dentro di noi sogniamo la libertà.


Quando siamo giovani pensiamo che le regole della nostra famiglia siano troppo rigide e per questa ragione non vediamo l’ora di essere indipendenti per poter vivere come meglio crediamo. Una volta fuori di casa ci sentiamo finalmente indipendenti, tuttavia, di fronte alle responsabilità, alle incombenze e ai vari impegni, ci rendiamo conto di essere stati più liberi quando vivevamo con i nostri genitori.
Da adulti, invece, raggiunto dopo tanti anni di lavoro il sospirato traguardo della pensione, crediamo di poter dedicare finalmente il nostro tempo libero ai vari hobby e sport ai quali abbiamo dovuto rinunciare fino a quel momento, senza tenere conto del fatto che il corpo nel frattempo è invecchiato e non ci consente più di fare tutto ciò che vorremmo.

Ho provato anch’io l’illusione di sentirmi finalmente libera e di avere più tempo a mia disposizione; ho pensato di essere in grado di gestirlo nel modo migliore e di riuscire a dedicare più tempo a Dio, conservandone un po’ per pensare anche a me stessa. Credendo di essere libera, spesso ho rimandato all’indomani gli impegni che avevo preso e non ho dato loro la dovuta importanza, così ho finito per sprecare il mio tempo, ignorando l’esortazione dell’apostolo Paolo: "Badate dunque di camminare con diligenza non da stolti, ma come saggi, riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi" (Efesini 5:15-16).
Ma siamo veramente capaci di riscattare il tempo, di non peccare e di camminare in modo degno di Dio?

L’apostolo Giovanni testimonia che solo una persona ci fa veramente liberi: "Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi" (Giovanni 8:36). Gesù è venuto per proclamare la liberazione ai prigionieri e Giovanni Battista, sebbene fosse rinchiuso in carcere, quando i suoi due discepoli gli riferirono ciò che avevano visto e udito, ebbe la certezza che Gesù aveva liberato la sua anima e il suo spirito; e questo pur restando costretto in quel luogo.
Successivamente, quando gli apostoli furono perseguitati a motivo dell’evangelo, Pietro e Giovanni furono liberi di ubbidire a Dio, piuttosto che agli uomini e non poterono non parlare delle cose che avevano visto e udito (Atti 4:18-20).
Anche Paolo continuò a testimoniare di Cristo in ogni città, nonostante lo Spirito Santo gli avesse rivelato che lo aspettavano legami e tribolazioni; e con la sua perseveranza, in seguito confortò Timoteo con questa parola: "...tu sai quali persecuzioni ho sostenuto, ma il Signore mi ha liberato da tutte" (2 Timoteo 3:11).

Vogliamo ringraziare il Signore Gesù perché più volte è intervenuto nella nostra vita per liberarci da legami e situazioni che ci portano ad allontanarci da Lui.
Ancora oggi abbiamo la possibilità di accostarci a Dio: possiamo chiedergli il suo soccorso perché abbiamo bisogno che mandi il suo Spirito affinché camminiamo in modo degno. Solo così saremo liberi di seguirlo e servirlo con gioia, di fare la sua volontà e di amare i nostri nemici.
"Giunga la mia supplica davanti a te; liberami secondo la tua parola" (Salmo 119:170).
In questo mondo non c’è niente e nessuno che ci possa donare la vera libertà, perciò confidiamo in Dio perché in Lui abbiamo la certezza che un giorno saremo veramente liberi!

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