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L'origine dell'antisemitismo

"Come può un giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola" (Salmi 119:9).

La presunzione del razzismo

"DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità" (Salmi 46:1).

La famiglia che Dio mi ha dato

"Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato" (1 Pietro 2:6).

Amicizia con Dio o con il mondo?

Approfondimenti

Di recente mi è capitato di dovermi sottoporre a un intervento chirurgico inaspettato.
Questo episodio mi ha aiutato a meditare l’insegnamento della Parola secondo cui tutto accade per volontà esclusivamente divina.


La Bibbia ci dice in Giobbe 5:18 che: "egli [Dio] fa la piaga, ma poi la fascia...".
Considerare la piaga è già qualcosa che ci mette in una posizione scomoda perché dobbiamo prendere atto del fatto che ne avremo una. Questo ci permette di pensare alla sofferenza che subiremo e che non necessariamente scomparirà, ma sarà trattata in maniera tale da poter avere un’eventuale guarigione. La fasciatura, inoltre, non definisce se il risultato sarà totalmente risolutivo o meno; ma se di piaga parliamo, difficilmente non ne avremo cicatrici.

Nel mio caso, dopo l'apprendimento della notizia iniziale di un’inevitabile operazione, gli eventi si sono susseguiti in maniera rapida, senza darmi nemmeno il tempo di considerare la situazione e facendomi sentire del tutto inutile. Il mio problema veniva gestito da altri; il sapere altrui era messo al servizio della mia piaga; io non potevo fare niente.
Il giorno dell'intervento, dopo aver seguito la profilassi obbligatoria per poter accedere alla sala operatoria, ne sono entrata e uscita subendo tutto impotentemente. Sono passata dall'avere una piaga all'esserne guarita, rimanendo a guardare sia la piaga che la fasciatura.
"Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla" (Giovanni 15:5).
Certo, l'impotenza nel corso di situazioni simili insinua in noi un senso di debolezza che ci porta a credere di essere in balia degli eventi, ma Dio ci ricorda che dietro ogni singola cosa vissuta, sia essa considerata dall'uomo bene o male, c'è un più alto volere volto alla crescita di ognuno di noi.

Mi sono chiesta spesso perché Dio abbia previsto questo passaggio per me: prima il dolore, poi la guarigione; e ho trovato la risposta nella sua Parola: "Egli guarisce quelli che hanno il cuore rotto e fascia le loro ferite" (Salmo 147:3).
È stato Dio a mettere i medici in grado di guarire la mia piaga fisica, per mostrare a me, e a chi era con me, come Lui intervenga usandosi di ciò che è quotidiano.
Egli fa vivere all'uomo, sulla propria pelle, la realtà di non avere in sé il potere di fare nulla e l’esperienza che quanto gli accade è solo ed esclusivamente ad appannaggio di Dio.
Tramite un percorso terreno che si dipana man mano che gli eventi si avvicendano, Dio fa comprendere all'uomo il suo modo di agire, il suo volere, il suo piano e i suoi pensieri d'amore per noi.

Quanto amore manifesta Dio in noi, anche per il solo fatto di renderci partecipi del suo modo di agire (per noi spesso incomprensibile), e perché ci dimostra che, nonostante le avversità terrene, le nostre mancanze e le nostre debolezze, Lui è sempre con noi e non ci abbandonerà mai!
"Nessuno ti potrà resistere tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò" (Giosuè 1:5).

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Preferisci ascoltare l'articolo qui di fianco anziché leggerlo? La Scrittura dice: "Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia..." (Apocalisse 1:3).

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