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Amore: una parola tanto semplice quanto complessa.
L’amore è molto ricercato in tutto il mondo. Fin da quando veniamo alla luce cerchiamo l’amore di chi si prende cura di noi ogni giorno e rispondiamo alle molteplici attenzioni che ci riservano cercando di contraccambiarle. Tuttavia prima di amare qualcun altro è necessario amare sé stessi. È umanamente impossibile desiderare e fare il bene altrui se prima non vogliamo bene a noi stessi. Dio, infatti, ci dà proprio questa misura quando ci dice come amare il nostro prossimo (Levitico 19:18 e Matteo 22:39).
Ma cosa vuol dire realmente, bambini, amare sé stessi? La risposta a questa domanda non è poi così scontata...


Quando ero piccola pensavo che amare me stessa volesse dire togliermi ogni sfizio, viziarmi un po’, ottenere quello che desideravo per poter essere soddisfatta.
Pensavo che una persona amasse sé stessa facendo del bene al suo corpo, alla sua anima e al suo spirito:

  • al corpo, prendendosene cura con l’igiene, mangiando in modo sano e curando il proprio aspetto;
  • all’anima, coltivando i propri interessi, facendo le cose che più piacciono;
  • allo spirito, pregando Dio e frequentando un culto religioso.

Ma questa mia idea era solo una pura illusione. Innanzitutto perché leggendo in 1 Corinzi 13:4-8 si può scoprire che la sovrana eccellenza dell’amore contrasta col modo di pensare che avevo; l’amore, infatti, “non cerca le cose proprie”. Poi perché noi non sappiamo le cose di cui abbiamo bisogno per la nostra vita, quindi non siamo in grado di stabilire cosa ci fa bene e di conseguenza tutte le cose che possiamo fare, per quanto siano buone e lecite all’apparenza umana, non ci possono portare ad amare noi stessi.
Noi, infatti, ci soffermiamo molto spesso al visibile, ma Dio guarda oltre perché i suoi pensieri sono più alti dei nostri. E non solo, ma i desideri dello Spirito sono contrari ai desideri della nostra carne.

Cari piccoli lettori, non vi scoraggiate quando non riuscite a fare quello che vorreste, per esempio ubbidire in ogni cosa ai vostri genitori, ma prendete coraggio e siate forti perché Dio ci dona tutto il necessario per combattere e far morire i desideri della nostra carne!
E la prima cosa che Dio ci dona è proprio il suo amore, perché Lui è amore (1 Giovanni 4:8).
Noi non siamo in grado di amare, ma “l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5); e l’amore fa proprio parte del frutto dello Spirito Santo (Galati 5:22).

Ecco che possiamo amare noi stessi solo se amiamo Colui che ci ha creati.
Il Signore ci dice: “Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama” (Giovanni 14:21). Egli ci insegna che se non mettiamo in pratica i suoi comandamenti non saremo mai in grado di amarci e di amare, perché questo è il nostro vero bene.
E amiamo noi stessi se ci confrontiamo ogni giorno con la Parola di Dio.
Non dobbiamo specchiarci davanti alla sua sapienza per poi far finta di non aver capito o trovare scuse per non ubbidire. Infatti in Giacomo 1:23-24 c’è scritto: “Poiché, se uno è uditore della parola e non facitore, è simile a un uomo che osserva la sua faccia naturale in uno specchio; egli osserva se stesso e poi se ne va, dimenticando subito com’era”. Possiamo e dobbiamo, invece, chiedere a Dio l’aiuto per non dimenticare e la forza per cambiare ciò che non va.

Adesso abbiamo capito cosa vuol dire amare sé stessi, la prossima volta comprenderemo insieme cosa vuol dire Gesù quando dice: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

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