Articoli d'attualità

"Quello che è stato è quel che sarà; quello che è stato fatto è quel che si farà; non c'è nulla di nuovo sotto il sole" (Ecclesiaste 1:9).

L'origine dell'antisemitismo

"Come può un giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola" (Salmi 119:9).

La presunzione del razzismo

"DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità" (Salmi 46:1).

La famiglia che Dio mi ha dato

"Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato" (1 Pietro 2:6).

Amicizia con Dio o con il mondo?

Approfondimenti

Di recente mi è capitato di dovermi sottoporre a un intervento chirurgico inaspettato.
Questo episodio mi ha aiutato a meditare l’insegnamento della Parola secondo cui tutto accade per volontà esclusivamente divina.

La letteratura del passato ci ha tramandato poesie di rara bellezza, fra le quali ricordo tutt'oggi con piacere quelle lette e studiate a memoria ai tempi della scuola. I poeti sono capaci di usare parole così sublimi, che riescono a colpire dritto al cuore, e i loro versi soavi sono in grado di far emozionare chi li legge. Non è un caso se da sempre le poesie vengono utilizzate come dediche ad amici e innamorati, poiché è molto più semplice prendere in prestito le parole di qualcun altro piuttosto che comporne di nuove.
Ma quando ci rivolgiamo a Dio in preghiera abbiamo la stessa attitudine? Preghiamo il Signore usando "frasi fatte" o preghiere di altri pensando che Dio ci gradisca di più?

Questa è una domanda che mi ponevo e mi pongo spesso, perché nonostante sappia che alcune cose sono sbagliate, pur proponendomi di non cascarci più, le faccio ugualmente: "Giacché non capisco quel che faccio..." (Romani 7:15).
Così ho cercato risposta nella Parola...

Ci sono situazioni familiari, impegni lavorativi o periodi di malattia che ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi.
Succede così che mentre lottiamo per raggiungerli, o semplicemente aspettiamo, dentro di noi sogniamo la libertà.

Fin da fanciulli impariamo, e siamo tenuti, a ubbidire alle persone in autorità, i genitori, gli insegnanti, i datori di lavoro, così come alla legge che regola e governa la nostra nazione.
Non è facile ubbidire e sottomettersi a una volontà altrui perché abbiamo il nostro modo di ragionare, per il quale pensiamo che il comando ricevuto sia sbagliato o ingiusto... tuttavia, per timore, spesso ubbidiamo comunque.

Quest'estate, passeggiando lungo le vie di un paese medioevale, il mio sguardo è stato attirato da un piccolo opuscolo, infilato nello stipite di una porta, recante la scritta: "Sii coraggioso".
Solo due parole, ma che contengono un grande significato...

Con il progredire delle tecnologie, nuovi canali di comunicazione hanno affiancato, e talvolta soppiantato, la posta tradizionale. Questo mi ha portato a considerare come in passato la corrispondenza, e in generale la scrittura manuale, fosse una vera arte, un privilegio per pochi.
Eppure, nonostante la cultura fosse ad appannaggio delle classi benestanti e la scrittura limitata a coloro che potevano permettersene lo studio, l’esistenza della Parola e di tutto ciò che vi troviamo scritto ci mostra chiaramente come Dio abbia sopperito a ogni cosa.

Una signora torna di corsa in ospedale, richiamata per sottoporsi a ulteriori accertamenti: “Mi sento tranquilla, non sono agitata, sarà un loro errore, non credo che il Signore mi mandi qualche brutta malattia, non ho fatto mai del male a nessuno!”.
Quante volte affermazioni del genere escono dalla nostra bocca?

Nel corso della storia molti uomini illustri hanno versato fiumi d'inchiostro nel tentativo di spiegare cosa sia la morale. Anche se non ce ne rendiamo conto, ognuno di noi tende a costruirsene una, e di conseguenza è naturalmente portato a conformare a essa la propria condotta e le proprie scelte.
La nostra morale ci fa sentire liberi e autonomi e ci dona l'illusione di saper distinguere inequivocabilmente il bene dal male, eppure spesso ci impedisce di scorgere una cosa molto importante: Dio ci osserva!

Molti uomini e donne lavorano sodo, si affaticano per avere una buona posizione sociale e per non farsi mancare nulla.
Per alcuni, il denaro e il prestigio rappresentano addirittura l'unico scopo della vita, ma è davvero questo il tutto dell'uomo?

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Preferisci ascoltare l'articolo qui di fianco anziché leggerlo? La Scrittura dice: "Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia..." (Apocalisse 1:3).

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Quello che mi hanno insegnato mamma e papà

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