Articoli d'attualità

"Quello che è stato è quel che sarà; quello che è stato fatto è quel che si farà; non c'è nulla di nuovo sotto il sole" (Ecclesiaste 1:9).

L'origine dell'antisemitismo

"Come può un giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola" (Salmi 119:9).

La presunzione del razzismo

"DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità" (Salmi 46:1).

La famiglia che Dio mi ha dato

"Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato" (1 Pietro 2:6).

Amicizia con Dio o con il mondo?

Giovani

Consideriamo la realtà spirituale dell’uomo e della donna nell’Eden: "Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; così cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi" (Genesi 3:7). Riuscire a vivere come in quel giardino è impossibile per l’uomo di oggi, semplicemente perché quella purezza che era nel principio della creazione è stata guastata dalla disubbidienza e dal peccato.
La Parola di Dio ci dice che gli occhi di Adamo ed Eva si aprirono ed essi incominciarono a vedere i loro corpi in maniera diversa. Da allora il corpo è stato utilizzato per compiacimento personale, come merce di scambio e fonte di guadagno; così gli uomini sono divenuti schiavi delle proprie passioni carnali allontanandosi da ciò che Dio aveva stabilito dal principio.
Questa è l’eredità che abbiamo ricevuto e che conosciamo molto bene.

Le regole hanno condizionato tutta la mia adolescenza. Erano troppe da rispettare e io non le volevo accettare per la mia vita.
Io non ero fatta per seguire le regole.
Io dovevo scegliere da me stessa la mia strada e nessuno poteva dirmi cosa dovevo fare.
Questo è quello che pensavo quando ero alla tua età.

Nella vita, ogni essere umano è chiamato fin dalla giovinezza a compiere delle scelte, come il percorso di studi da intraprendere, le persone da frequentare, il lavoro con cui poter sostentare la propria famiglia, ecc.
Nonostante ogni giorno si presentino di fronte a noi moltissime strade da poter percorrere e infinite possibilità tra cui optare, la Parola di Dio ci pone davanti soltanto due vie.

Hai mai fatto un’intervista? No, è la prima volta? Bene, iniziamo subito.
D: Hai paura di morire?

Nella vita di tutti i giorni, ci capita spesso di vedere la pagliuzza nell'occhio del nostro fratello e non la trave che c'è nel nostro. Questo perché, sebbene agli occhi di Dio non esista un peccato più grave di un altro, l’uomo è stato capace di creare per esso una scala di misura soggettiva e culturale.
In questo modo, anche se siamo coscienti di essere peccatori, ci inganniamo nell'errore di considerare il nostro peccato più tollerabile di quello degli altri, al solo scopo di giustificare i nostri sbagli.

In questo periodo, la nostra società vive in uno stato di insicurezza e di pericolo a causa del terrorismo che sta affliggendo il mondo. Le autorità fanno il possibile per cercare di garantire l’ordine e la sicurezza: aumentano i controlli, emettono nuovi provvedimenti atti a tutelare il cittadino, cercano di prevedere le mosse di queste persone e di limitare i danni. Tutte queste iniziative, se ci riflettiamo, limitano la libertà personale, ma al contempo sono pensate per dare più protezione e sicurezza.
Come le autorità cercano di salvaguardare i cittadini, anche nella famiglia i genitori stabiliscono delle regole che limitano la libertà dei propri figli, per il loro bene.

Chi conosce la storia di Davide sa che egli, dopo essere stato unto re da Samuele, non iniziò subito a regnare, ma dovette attendere a lungo prima di poter salire sul trono d'Israele.
Da questo periodo di attesa che caratterizzò la vita di Davide, abbiamo tratto tre insegnamenti che valgono ancora per noi oggi.
Scopriamo insieme quali sono.

Quante volte, giovani, avete sentito queste parole, o quante volte noi adulti le abbiamo dette? Tante, forse troppe. Nasce un confronto in famiglia, soprattutto quando si è riuniti a tavola, e si discute; succede che i figli non accettino i consigli o le riprensioni ed ecco che scatta nel genitore la famosa frase: “Sono stato giovane come te”. Sembra difficile per i nostri figli immaginarci in età adolescente, pensano che siamo nati adulti, e se ci credono, si difendono rispondendo che erano anni diversi; ma è veramente così?

Apprezzi una cosa solo quando la perdi. Questo è un comune modo di dire che, ahimè, spesso corrisponde a verità. Quando si possiede qualcosa fin da piccoli, si tende a darla per scontata e a non rendersi conto del suo vero valore fino a quando tale cosa, in un modo o in un altro, viene a mancare. Questo vale anche per le persone: finché sono con noi, quasi non ci rendiamo conto di quanto valgano. Quando si è giovani si tende a fare poca stima degli insegnamenti, dell’esempio e dei consigli dei genitori, ma quando questi vengono a mancare, ecco che si rimpiangono e si rivorrebbero al fianco per avere ancora una volta un consiglio, o semplicemente una frase gentile o un gesto affettuoso.
Come genitori cerchiamo sempre di fare il nostro meglio con i nostri figli, sia dal punto di vista materiale che da quello spirituale, ma quante volte non ci sentiamo apprezzati?

Nel corso dei tempi, le nostre abitudini e il nostro modo di vivere si sono sempre più evoluti, ma il desiderio di apparire, di primeggiare sugli altri e di affaticarsi per avere uno stato sociale migliore, è sempre stato presente nella natura dell'uomo e ancora oggi non è scomparso.

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Preferisci ascoltare l'articolo qui di fianco anziché leggerlo? La Scrittura dice: "Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia..." (Apocalisse 1:3).

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